Lorenzino de' Medici

1536 A Teatro teatro Aridosia Intestazione 28 aprile 2008 75% Teatro

<dc:title>Aridosia</dc:title> <dc:creator opt:role="aut">Lorenzino de' Medici</dc:creator> <dc:date>1536</dc:date> <dc:subject>Teatro</dc:subject> <dc:rights><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.it">CC BY-SA 3.0</a></dc:rights> <dc:rights><a href="http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html">GFDL</a></dc:rights> <dc:relation></dc:relation> <dc:identifier>http://it.wikisource.org/w/index.php?title=Aridosia/Atto_quinto/Scena_quarta&oldid=855070</dc:relationship> <dc:revisiondatestamp>20110420220303</dc:revisiondatestamp> http://it.wikisource.org/w/index.php?title=Aridosia/Atto_quinto/Scena_quarta&oldid=855070

20110420220303

Lorenzino de' Medici - Aridosia
Atto quinto
Scena quarta
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Erminio e Cesare

Erminio
Non dubitare, ch’io farò quello uffizio con mio padre per te, ch’io desidererei che fosse fatto per me; ma sta di buona voglia, che ti riuscirà ciò che tu vuoi.
Cesare
Io ti prego che lo faccia in ogni modo e di buona sorte, perchè io sono ridotto a termine, ch’io non posso più vivere, s’io non ottengo questo desiderio.
Erminio
Non più, vatti con Dio, che io t’imprometto d’averne parlato innanzi le vintiquattro ore.
Cesare
Adesso debbono essere ventitrè, o più.
Erminio
Io ti affermo le impromesse.
Cesare
Mi ti raccomando; addio.
Erminio
E forse, ch’io non dissi a mia posta, che ritornasse presto, e che io non glielo messi in fretta? Oh gran cosa la indiscrezione dei servidori: e’ mi viene certe volte voglia di fare ogni cosa da me; a bada di questo presso ch’io non dissi, io sto in un tormento grandissimo, ma egli è meglio, ch’io mi avvii in là per riscontrarlo. Oh là, ecco, che esce di chiesa.
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